Il problema non è la mancanza di informazioni
Il primo errore nella ricerca di opportunità è spesso una confusione tra categorie di evidenza. Un numero di mercato con una fonte, un’osservazione qualitativa ricorrente, uno scenario simulato e un’intuizione possono essere tutti utili. Ma non sono la stessa cosa.
Lo scopo del protocollo non è quindi eliminare l’incertezza. È etichettarla prima che entri in una decisione.
Quattro stati dell’evidenza
Fatto
Un fatto è un’osservazione riconducibile a una fonte, un dataset, un documento o un evento direttamente osservato. Quando necessario deve indicare provenienza, data e perimetro.
Segnale
Un segnale è direzionale. Indica che qualcosa potrebbe manifestarsi con una regolarità sufficiente da meritare un’indagine ulteriore, ma non è ancora sufficiente per sostenere una forte relazione causale.
Modello
Un modello è costruito. Può essere utile per esplorare scenari, prezzi, meccanismi di allocazione o comportamento di un sistema, ma i suoi risultati devono restare chiaramente separati dai dati osservati.
Ipotesi
Un’ipotesi è una proposizione in attesa di validazione. Il suo valore sta proprio nel poter essere verificata e, se necessario, respinta.
Perché conta nell’opportunity design
Un Digital Opportunity Broker lavora a monte dello sviluppo del prodotto. La prima domanda non è come costruire, ma se una frizione sia reale, ricorrente ed economicamente significativa al punto da meritare un sistema intorno ad essa.
Questo richiede una separazione disciplinata tra ciò che il mercato ha mostrato e ciò che il progettista ritiene che il mercato possa sostenere.
Pubblica la tesi. Mostra il metodo. Etichetta l’incertezza.
Regola operativa
Ogni elemento quantitativo di un dossier FT dovrebbe poter rispondere, nel tempo, a quattro domande: fonte, data di aggiornamento, metodo e livello di affidabilità. Finché questi campi non possono essere compilati con rigore, la visualizzazione deve essere indicata come segnale, modello o placeholder e non come dato di mercato osservato.